Ripetutamente… forse direi quotidianamente SEO specialist ed operatori del settore si trovano a rispondere a domande del tipo : ho cercato il sito per quella ricerca e non l’ho trovato in quinta posizione su Google come avevi visto dal tuo pc, come mai? La risposta è… tutto dipende dalla personalizzazione, le serp del motore di ricerca forniscono ad ogni utente i risultati che preferisce visualizzare, determinando inevitabilmente un crollo della visione dei posizionamenti generali e cioè dell’esistenza di una serp (pagina contente i risultati di ricerca) unica su tutti i pc.
Ma niente ansia e panico, nessun problema… personalmente credo sia un’opportunità.. veramente interessante ed allettante, il pensiero che il mio sito web compaia nei risultati personalizzati di un utente, probabilmente con un piccolo sforzo quell’utente diventerà presto mio cliente..
Veniamo alla personalizzazione della ricerca da parte degli utenti, da cosa è determinata? I posizionamenti dei siti web all’interno di una determinata ricerca dipende da vari fattori come la tipologia del browser utilizzato, il proprio IP di navigazione, importantissime sono indubbiamente le ricerche effettuate precedentemente, la vostra collocazione geografica, ed incredibilmente anche determinate dalle vostre abitudini secondo una segmentazione degli argomenti che più vi interessano. A questo punto direi che Google sa tutto e proprio tutto di noi..e forse molto di più di quello che immaginiamo..:)
Nei data center di Google ci troviamo tutto.. le ricerche effettuate, le pagine dei siti web visualizzate ed i dati relativi ai profili degli utenti. I fattori che determinano i risultati del nostro utente sono determinati secondo Google da due fattori, ritenuti chiave e denominati frequency e recency.
In merito alla prima denominata frequency, si tratta di cercare di individuare il proprio profilo (cioè come Google ci “categorizza”) e come farlo ? Semplicemente entrate nel vostro account Google, verificate la vostra web history, cliccate su tendenze per un periodo particolarmente lungo, ipoteticamente un anno, dai risultati che vedrete potete intuire a quale categoria appartenente per Google. Nel mio caso ad esempio direi di essere un italiano doc, visto che nelle prime posizioni vedo ricerche e siti web italiani ed indubbiamente ne esce che sono particolarmente interessato a Joomla ed a WordPress. Ho effettuato in seguito una ricerca di esempio “siti web joomla” da loggato e con Google Chrome, in seguito ho effettuato la stessa con Firefox, senza essere loggato, ottenendo in quest’ultimo caso risultati significativamente diversi, in prima pagina almeno 3 siti web erano diversi da una serp all’altra, così come i posizionamenti dei risultati.
Vediamo ora di testare anche il secondo fattore, quello denominato recency. Ho cercato la parola torino ho cliccato sul sito web del Torino Calcio (navigandoci un pochino e leggendo qualche contenuto, dando una reale sensazione di interesse) successivamente cerco Juventus e clicco sul sito web della Juventus. Ora nuovamente la parola torino ed ecco la bella sorpresa, il sito web del Torino Calcio che era precedentemente in quinta posizione ora lo trovo in prima posizione. Come dire… “Questo utente è interessato a ricerche finalizzate a siti web relativi alle squadre di calcio, quindi aiutiamolo nel ritrovare subito ciò che in realtà sta cercando”. Questo esperimento l’ho eseguito anche senza essere loggato ed ottenendo il medesimo comportamento, questo significa che Google segue le nostre azioni anche senza riconoscerci realmente, ma ci identifica “forse” tramite un parametro durante la ricerca..?!?!
Indubbiamente queste variazioni nelle serp sono veramente difficili da determinare, proprio perchè implicite nei desideri e pensieri di ognuno di noi, ma direi che una volta intuito quali siano le ricerche effettuate dagli utenti dove il nostro sito web appare, possiamo capire cosa stia accadendo e conseguentemente migliorare nella direzione suggerita dagli utenti.
Per ricondurmi al titolo di questo post e per fornire una risposta ad agenzie e clienti direi che non importa cosa accade nelle serp dei nostri computer, ma è fondamentale quello che accade nelle serp degli utenti. Sono inoltre convinto che la “frenetica” ricerca ripetuta su un computer per una determinata ricerca e che riconduca al medesimo risultato, ovviamente senza un interesse reale verso quel determinato sito web, ma solo a scopo di controllo del posizionamento, possa a mio avviso determinare un effetto non proprio positivo ed indesiderato sull’attività SEO del sito web stesso.




