“Panda” è il nome dell’ultimo algoritmo di Google anche conosciuto come “farmer update”, con l’intento di abbassare di livello i siti, che il noto motore di ricerca, ritiene essere di “bassa qualità”. Tuttavia, quando si sta utilizzando un termine come la qualità, considerando che vi sono una serie di fattori soggettivi che entrano in gioco: direi che è difficile sapere come evitare di essere “bassa qualità”, in quanto Google non ci dirà i dettagli di ciò che significa. SEO Specialist, analisti ed esperti hanno esaminato i risultati dell’applicazione di tale algortimo, ed hanno scoperto alcune cose che ci possono aiutare per rendere il vostro “post-Panda” sito di maggior successo.
La prima cosa che i webmaster ed i seo specialist, devono tenere a mente, è che le pagine di bassa qualità determineranno un impatto su tutto il sito web ospitato su quel dominio. Alcune cose da evitare:
* Pagine che duplicano il contenuto da un altro sito.
* Contenuti che hanno un sacco di errori di ortografia o grammatica.
* Pagine con prestazioni scarse su analytics. Si dovrebbe controllare la frequenza di rimbalzo, tempo trascorso sulla pagina, ecc, per determinare quali pagine hanno bisogno di intervento.
* Contenuti che hanno un rapporto di ad-to-content troppo elevato, particolarmente stressante per la pagina.
Quando si hanno contenuti scarsi, la soluzione migliore è rinnovarli – creare più valore, al fine di mantenere elevato il contenuto del tuo sito. Se questo non è possibile, o almeno non ragionevolmente possibile, meglio che il contenuto sia rimosso o spostato su un altro nome di dominio. Il consiglio viene da niente meno che Michael Wyszomierski, un Project Manager di Google, ex Search Quality Senior Strategist.
Google utilizza la matematica per catalogare un “già” difficile concetto di cosa significhi, secondo gli algoritmi di intelligenza artificiale, il termine “qualità”. Si è parlato molto dello strumento di Google Chrome, che appare inizialmente ai SEO Specialist uno strumento di “guerra”, per segnalare siti cosiddetti scarsi, ma Google assicura che tale strumento non viene utilizzato come fonte primaria per il controllo, ma solo come fonte secondaria per verificare che i siti web segnalati come “scarsi” da Google, rientrino in quelli segnalati dagli utenti. Sarà vero?? Per il momento sembrerebbe proprio così, tuttavia, l’attenzione su contenuti originali è chiara e forte, anche se dovremo attendere ancora un po’ di tempo per valutare l’effettiva efficacia dell’effetto “Panda Google” sulle serp del motore di ricerca.




