
I social network influenzano gli acquisti oppure no? Dal nostro punto di vista e per definizione.. il social non puo’ intervenire nell’influenza di acquisto, varie case history che abbiamo gestito hanno infatti dimostrato che i social determinano anzi un “irrigidimento” nel momento in cui si cerca di proporre un prodotto o servizio direttamente ad un utente che è presente sui social.
A dimostrare queste correnti di pensiero, ci ha pensato Gallup, autorevole entità che si occupa di sondaggi. L’evento statistico condotto, ci informa infatti che negli Stati Uniti il 62% degli utenti intervistati, che utilizza principalmente Facebook, Google, Linkedin e Twitter, ha dichiarato di non essere in alcun modo influenzato sulle decisioni di acquisto. Mentre solo il 5% dichiara di accettarne, “inconsciamente” (aggiungiamo noi), l’influenza.
Altro dato schiacciante, che onora per definizione il social network, è la dichiarazione da parte degli americani che: “il 94%, utilizza i social network per connettersi con amici e parenti“. Nell’ambito dei sondaggi sull’utilizzo del social network, troviamo al 28% chi afferma di utilizzarli per seguire tendenze e trovare recensioni sui prodotti, ed il 20% (utente attivo) per recensire nuovi prodotti e commentare “cose” nuove.
Prima consigliarvi la lettura completa del comunicato Gallup che trovate qui, vi lasciamo alcuni consigli indicati anche da Gallup (che concordiamo) che dovrebbero essere seguiti da chi vuole vendere tramite i social:
– Autentici. Siti di social media sono molto personali e colloquiali, come abbiamo visto vengono utilizzati per connessioni personali con amici e parenti. I consumatori che utilizzano i social network non vogliono sentire “puzza” di vendita (quasi come Google non vuole sentire “puzza” di SEO quando analizza un sito web :=) ). Inoltre sono più propensi ad ascoltare e rispondere alle aziende che sembrano dirette e sincere, con presentazioni piacevoli. Solitamente vogliono interagire con un essere umano, non un brand (metteteci la faccia). Le aziende dovrebbero allontanarsi dalla vendita diretta (nuda e spesso troppo spinta) e concentrarsi sulla creazione di un rapporto diretto con i consumatori (sui social le persone aspettano solo l’ambiente e l’occasione per fornire il loro pensiero).
– Responsive. Il mondo dei social media è 24/7, ed i consumatori si aspettano risposte tempestive – anche nelle notti e nei fine settimana. Le aziende devono essere disponibili per rispondere a domande, reclami e critiche. Non rispondendo a commenti negativi, si inciderebbe ancora di più sulla reputazione di un brand. Invece, le aziende hanno bisogno di ascoltare attivamente ciò che i loro clienti stanno dicendo, cercando di assecondare e di rispondere ad ognuno di loro in modo personale ed informale (anche un pochino di autoironia non guasta). Se l’azienda ha fatto un errore, non si dovrebbe aver paura ad ammetterlo, scusandosi dell’accaduto, e parallelamente ringraziando dell’eventuale segnalazione da parte del consumatore che ha evidenziato la problematica (regalategli un buono sconto o rendetelo partecipe in qualche modo del vostro business, avrete trasformato un evento negativo in una nuova opportunità di crescita per il vostro brand).
– Avvincente. In generale sul web, oggi viene prodotta una grande quantità di contenuti, che spesso rendono l’utente passivo. Cercate quindi di attirare l’attenzione degli utenti creando contenuti molto interessanti, originali e soprattutto non direttamente correlati alla vendita del prodotto (a volte bastano anche un pochino di frasi o immagini “divertenti” auto ironiche, che possono anche non riguardare il business dell’azienda, per far interagire l’utente con il vostro account o pagina social e condurlo poi naturalmente sul sito web ed ottenere un acquisto o comunque una fidelizzazione).






