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Domini, sottodomini, URL e SEO: fattori di posizionamento

Sono molto restio ai giorni d’oggi ad analizzare un’unico fattore per la determinazione di un posizionamento in serp, ed ancora di più a considerare fattori per così dire considerati onpage. Del resto mi rendo conto, svolgendo questo tipo di attività, che seguire alcune considerazione ed una tecnica ben definita di azione SEO, puo’ comunque aiutare nel raggiungimento dei risultati in SERP.

Ho letto vari articoli nel tempo in merito a che tipo di dominio registrare e come comporre le URL delle pagine, e se questo possa aiutare a migliorare il posizionamento. La mia risposta oggi giorno, quando sembra che la SEO possa terminare in ogni istante, sulla questione se i signals dei social network possano determinare oppure no un miglioramento in SERP… devo putroppo smentire sul fatto che i segnals soprattutto quelli provenienti da facebook, in quanto tali, determino nei valori medi di Like, una crescita di posizionamento. Posso invece affermare che L’URL di una pagina web risulti essere ancora oggi un fattore onpage importante per quanto riguarda l’ottimizzazione dei motori di ricerca. Indubbiamente da considerare appena dopo i tag title in ordine di importanza.

Oggi, nella realizzazione di un progetto SEO, cerco di ragionare in termini di marketing piuttosto che seguire una metodologia di lavoro puramente tecnica e fondata sui singoli fattori. Quando leggo alcuni webmaster enfatizzare e puntare la loro attenzione sul fatto che ad esempio abbiano realizzato un CMS che ottiene posizionamenti sui motori di ricerca, mi rendo conto quanta strada si debba fare ancora nell’ottica della formazione SEO e della preparazione di chi opera nel settore.

Solitamente quando valuto un fattore di posizionamento cerco di trasdurlo in logiche e concetti di marketing. Ad esempio a mio avviso avere un URL di un dominio in target con cio’ che ci sarà su quella pagina è un valore aggiunto di notevole importanza, ma non solo per i motori di ricerca, ma soprattutto per gli utenti. Oggi dobbiamo metterci in testa che i motori di ricerca sono gli utenti, una serp è costituita da ciò che preferisce come migliore risultato per l’utente. In merito all’URL, averne una per così dire significativa vuole dire fornire e descrivere a priori cio’ che ci troveremo su quella pagina, targhetizzare il nostro utente, migliorarne l’aspettativa e quindi fideizzarlo ed aumentare la conversion rate. Come dire.. l’URL può essere utilizzata per “giudicare” una pagina ancor prima della visita stessa.

Ad esempio domain.it/ negozio / sport / calcio.html , un utente può concludere che il sito indicato è un negozio ecommerce che vende prodotti di calcio. Tuttavia, domain.it /web /pages/ 2300.html non comunica nulla, il lettore dovrà cliccare e scoprire se è ciò stava in realtà ricercando. Ed è anche per questo motivo a mio avviso che i motori di ricerca guarderanno in futuro maggiormente verso l’URL piuttosto che verso l’anchor text.

“Soprattutto per i SEO l’ideologia ha sempre funzionato a meraviglia“.. Se volete continuare a fare SEO abbandonate uniche convinzioni, aprite la mente e soprattutto non “incriccatevi” con inutili tecnicismi e fantomatiche risoluzioni di algoritmi, cercate invece di trasdurre i concetti di marketing con quello che accade in realtà nelle serp. Se il fattore interpreta il concetto di marketing relativo probabilmente sarà un fattore determinante per ottenere risultati nelle SERP.

Creare un URL con il buon senso, è importantissimo. Le parole associate direttamente con il significato e lo scopo della pagina è la scelta migliore nella maggior parte dei casi. Si consideri un negozio di ecommerce che vende capi di abbigliamento. In genere, si vorrebbe creare tre sezioni, Uomo Donna, e bambini, e quindi creare l’intera struttura URL, seguendo un approccio dall’alto verso il basso, a carattere gerarchico. Quindi, in questo caso, l’URL del negozio dovrebbe essere: domain.it / uomo / shirts.html o domain.it / donne / skirts.html. Questi URL sono brevi, facili da ricordare, e definiscono chiaramente lo scopo della pagina che andremo a consultare. Chiunque, leggendo l’URL dalla barra di stato del browser, avrà una chiara idea relativamente al contenuto della pagina, ovviamente un incentivo a cliccare su quell’URL per chi è particolarmente interessato a quel tipo di prodotto. Ad esempio, se l’URL della pagina è domain.it / donne / shorts.html , si prevede che pochissimi uomini possano essere interessati a quella pagina. Tuttavia, se l’URL della pagina stessa è domain.it/webbing /page23423.html , otterrete risultati da entrambi i visitatori di sesso maschile e femminile, ed indubbiamente un incremento del valore di bounce rate. Tradotto in termini marketing: “insoddisfazione del visitatore” non avendo chiaramente definito lo scopo della pagina attraverso l’URL in anticipo.”

La cosa fondamentale è non variare continuamente l’URL di una pagina. Il tuo sito web potrebbe andare incontro ad una perdita di valore da parte di Google. Nell’ipotesi che facciate operazioni corrette di reindirizzamento, comunque il redirect da un vecchio indirizzo ad un nuovo indirizzo si traduce sempre in perdita di PageRank (anche se per un importo molto piccolo, ma comunque esistente).
Sono sempre quindi preferibili indirizzi di URL statici, quando possibile, che tradotto in concetti di marketing: “un utente sarà più facilitato a ricordare una URL ben strutturata e costante nel tempo, allo stesso modo sarà più facile interpretarla anche per un bot di ricerca. In ogni caso se utilizzate url generate dinamicamente fate in modo che siano minimi i parametri dinamici e soprattutto che l’URL non cambi tutti i giorni, ma che cambi a distanza di tempi lunghi e soprattutto se strettamente necessario.

Non aggiungete variabili di tipo “date” alle pagine. Pensate ad esempio alla realizzazione di una pagina nella quale l’URL è la segunete / 2008 / 08 / 12 / web-hosting.html, un utente quando vede questo risultato oggi nel 2012 potrebbe pensare ad una pagina di scarso interesse anche perchè edita nel 2008, allo stesso modo il motore di ricerca che analizza i dati all’interno delle URL va a diluire il valore complessivo della parola chiave fondamentale. E’ consigliato avere un URL del tipo domain.it / web-hosting.html.

Inoltre utilizzare sempre un trattino (-) per separare le parole chiave in un URL. Evitare altri separatori, ad esempio, underscore (_) o un segno più (+) o una strana combinazione di caratteri speciali. I motori di ricerca hanno i loro propri algoritmi per capire separatori, quindi utilizzando un carattere di sottolineatura non causerà una perdita di valore SEO della pagina, ma un trattino è considerata la scelta migliore per separare le parole. Anche in questo caso per una maggiore chiarezza nella lettura dell’URL da parte del lettore.

“L’utilizzo dei sottodomini è una pessima idea”. Alcuni editori pensano che se usano sottodomini, avranno un vantaggio “naturale” SEO da Google. Ad esempio, viaggiare.domain.it avrà un impatto maggiore di domain.it / viaggiare / ? La risposta è no, otteremo reali perdite di valore e di posizionamento.

Un sottodominio è considerato dal motore di ricerca un sito web separato, un’entità completamente separata dalla root. Quindi, cambiare ad esempio la pagina domain.it / indossabili / donne / casual / tops.html a donne.domain.it / casual-tops.html non garantirà un miglioramento in SERP. Anche se pare che la seconda sia maggiormente concisa e facilmente memorizzabile dall’utente, in realtà potrebbe si implicare una URL più concisa,ma per questo non migliore. In ogni caso sono comunque convinto che gli utenti siano maggiormente e logicamente favoriti a ricordare una pagina con il www . domain .it / donne / casual / tops.html piuttosto che ricordarsi che esistano e sappiano interpretare e quindi ricordare anche i sottodomini. In termini tecnici nel secondo esempio (donne.domain.it / casual-tops.html), tutte le cartelle sono state rimosse, e la pagina è stata spostata alla radice del sottodominio, e questo la rende più memorizzabile. Ma nel secondo esempio i motori di ricerca non la considerano come una parte del dominio principale determinando una perdita di valore associata a tale dominio, creando di fatto un’entità nuova e separata dal dominio principale ed una relativa confusione da parte degli utenti che si traduce a mio avviso nella perdita di valore del brand stesso.

Non più di cinque parole chiave. È possibile, naturalmente, utilizzare svariate parole da inserire nell’URL di una pagina, ma dopo quattro o cinque parole, i motori di ricerca non andranno a prendere in considerazione le restanti per la valutazione. Il mio consiglio è di realizzare URL con il miglior numero di parole possibili, e soprattutto concentriche e riassuntive rispetto al core della pagina. “Più basso è il numero di parole, maggiore sarà la rilevanza di ogni parola”, mentre maggiore è il numero di parole, “minore sarà il valore relativo dato a ciascuna parola chiave”. Inoltre, ricordarsi di inserire parole chiave importanti a sinistra. La combinazione delle parole dovrebbe trasmettere un significato, e il migliore scenario possibile è quando si può mettere le parole più importanti all’inizio, proprio come quando si compone un titolo, oppure si realizza un meta tag title.

In sostanza il miglior URL è quello che descrive l’intento della pagina ed è chiaro, breve e dovrebbe rimanere facilmente nella mente dell’utente. Indubbiamente avere un domino/URL con corrispondenze esatte è assolutamente consigliato, ma purtroppo considerando oggi giorno la non-disponibilità di domini a corrispondenza esatta, usate il buon senso e concentratevi sulla registrazione di un dominio che contenga magari il  nome del brand dell’azienda (a mio avviso uno degli anchor text più apprezzati in futuro dai motori di ricerca), in cui vi sia un buon equilibrio tra la struttura, i permalink, e la logica di costruzione di tutte le URL, di tutte le pagine del sito web, che comunichino all’utente forza e chiarezza d’intento.

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