Cos’è l’accessibilità digitale
L’accessibilità digitale è la capacità di un sito web, app o servizio online di essere fruibile anche da persone con disabilità. Significa permettere a tutti – anche a chi ha disabilità visive, uditive, motorie o cognitive – di navigare, comprendere e interagire con i contenuti online.
Questo comporta, ad esempio:
– che un non vedente possa usare un lettore di schermo,
– che un ipovedente possa aumentare i caratteri e il contrasto,
– che chi non usa il mouse possa navigare solo da tastiera,
– che un non udente possa usufruire dei video tramite sottotitoli.
Cosa significa WCAG
Le WCAG (Web Content Accessibility Guidelines) sono le linee guida internazionali per rendere i contenuti web accessibili. Attualmente il riferimento normativo è WCAG 2.1, mentre le versioni successive (come la 2.2) estendono ulteriori criteri.
Le WCAG si basano su 4 principi fondamentali (POUR):
- Percepibile (es. testi alternativi per le immagini),
- Operabile (es. navigazione da tastiera),
- Comprensibile (es. linguaggio semplice),
- Robusto (es. compatibilità con le tecnologie assistive).
Quali siti web sono coinvolti dalla normativa
Secondo la Direttiva Europea 2019/882 (European Accessibility Act), a partire dal 28 giugno 2025, l’obbligo di accessibilità riguarda principalmente i seguenti tipi di siti web e servizi digitali:
- Siti e-commerce, anche parziali (prenotazione, iscrizione, vendita),
- App mobile legate a servizi o prodotti,
- Siti aziendali di imprese sopra certe soglie,
- Portali di associazioni che promuovono servizi a pagamento online,
- Piattaforme di prenotazione o interazione con il pubblico (es. turismo),
- Siti finanziati con fondi pubblici (es. PNRR, bandi europei),
- Dispositivi e servizi digitali legati al commercio elettronico (es. interfacce vocali, software per clienti).
Sono escluse le microimprese, cioè chi ha meno di 10 dipendenti e meno di 2 milioni di euro di fatturato, salvo casi particolari (es. ricezione di fondi pubblici o partecipazione a bandi che impongono accessibilità). Per maggiori informazioni potete consultare Accessibilita.Agid.Gov.it
Chi è obbligato? – Alcuni esempi pratici. Tabella riepilogativa.
Caso concreto –> Obbligo entro 28/06/2025 –> Note
Azienda con >10 dipendenti –> ✅ Sì –> Anche senza e-commerce
Azienda con fatturato > 2 mln € –> ✅ Sì –> Anche con meno di 10 dipendenti
eCommerce sopra soglie (dipendenti/fatturato) –> ✅ Sì –> Obbligo pieno
eCommerce sotto soglie (microimpresa) –> ❌ No –> Raccomandato
Sito aziendale vetrina <10 dip. --> ❌ No –> Anche se riceve ad esempio richieste/prenotazioni telefoniche
Azienda che partecipa a bandi pubblici –> ⚠️ Spesso richiesto –> Verificare requisiti del bando
Associazione culturale senza fondi pubblici –> ❌ No –> Se non vende online
Sito turistico senza vendita diretta –> ❌ No –> Ma migliorare l’accessibilità è buona prassi
Azienda che ha ricevuto finanziamenti pubblici –> ⚠️ Dipende –> Spesso i bandi impongono l’obbligo.
Ricapitolando:
Azienda Obbligo WCAG dopo il 28/06/2025?
- E-commerce con 15 dipendenti –> ✅ Sì
- Studio professionale con 3 dipendenti e sito vetrina –> ❌ No
- Banca con app mobile –> ✅ Sì
- Microimpresa con sito e-commerce –> ❌ No (esente per dimensioni)
- Media company con servizi streaming –> ✅ Sì
Cosa bisogna fare per adeguarsi (WCAG 2.1)
Per rendere un sito conforme alle WCAG 2.1 bisogna:
- Strutturare il sito in modo semantico (HTML corretto),
- Aggiungere alt text a immagini e pulsanti,
- Garantire navigabilità da tastiera,
- Usare contrasto sufficiente nei colori,
- Inserire sottotitoli nei video e trascrizioni negli audio,
- Rendere i contenuti comprensibili anche con lettori vocali.
Stanno sorgendo in questo ultimo periodo molti strumenti online che hanno la finalità di rendere accessibile ogni sito web in modo automatico, tra i più noti Iubenda permette anche di rendere accessibile ogni sito web, ma ve ne sono molti altri che stanno divenendo sempre più performanti e di grande aiuto. Resta inteso che l’uso di sistemi automatici come plugin per piattaforme come WordPress (es. WP Accessibility) è un supporto utile, ma serve comunque anche un’analisi tecnica e, se necessario, un intervento manuale sulla struttura del sito web.
Dichiarazione di accessibilità
Chi rientra tra i soggetti obbligati deve pubblicare una dichiarazione di accessibilità, con indicazione di:
- Livello di conformità raggiunto (es. parziale o completo),
- Eventuali sezioni non conformi,
- Modalità per inviare segnalazioni o richiedere alternative accessibili.
Sanzioni previste dalla Direttiva Europea 2019/882 (European Accessibility Act)
La direttiva prevede che gli Stati membri stabiliscano un sistema di vigilanza e sanzioni. Ogni Paese può definire le modalità applicative, ma in generale le autorità nazionali possono effettuare verifiche d’ufficio o su segnalazione (es. da parte di utenti o associazioni di tutela).
In caso di non conformità, il soggetto può ricevere:
- Diffide ad adeguarsi entro un termine,
- Sanzioni amministrative pecuniarie, proporzionate alla gravità e alla persistenza dell’inadempimento.
In Italia
L’attuazione della direttiva è affidata all’AGID (Agenzia per l’Italia Digitale) per la pubblica amministrazione, mentre per i privati si attendono ancora (al 2025) le modalità operative e sanzionatorie definitive, ma l’obbligo è comunque vigente.
In passato, AGID ha applicato sanzioni fino a € 5.000 per la PA. Per i privati, si ipotizza un modello simile, con:
- Avvertimento iniziale,
- Termine per adeguarsi,
- Sanzione in caso di inadempimento.
Rischi aggiuntivi per aziende private
– Esclusione da bandi pubblici o perdita di fondi già erogati se non in regola con l’accessibilità,
– Reputazione danneggiata da segnalazioni o ricorsi (es. da parte di associazioni di consumatori),
– Contenziosi civili in caso di discriminazione.
Perché adeguarsi, anche se non obbligati
- Potrebbe migliorare l’aspetto SEO (search engine optimization) (motori di ricerca riuscirebbero a leggere meglio il sito web),
- Estende il potenziale pubblico anche a persone con disabilità,
- Rafforza la reputazione aziendale e la responsabilità sociale,
- Riduce il rischio di esclusione da bandi pubblici o contenziosi,
- E’ probabile che prima o poi venga richiesto a tutti, indipendentemente dalle casistiche, di rendere il proprio sito web o app maggiormente accessibile.
Nota importante
Le informazioni riportate in questo articolo non costituiscono consulenza legale. Sono frutto di un riassunto pratico in relazione alle normative vigenti e per dare delle indicazioni su possibili casi in cui ci si potrebbe trovare, ma ogni situazione specifica può comportare obblighi diversi. Si consiglia di rivolgersi al proprio consulente legale e/o fiscale per una valutazione definitiva. Qualora aveste l’obbligo o voleste rendere accessibile il vostro sito web siamo a disposizione per effettuare un’analisi ed il conseguente intervento necessario.
L’accessibilità non è solo un obbligo normativo: è un’opportunità per costruire siti migliori, più inclusivi e più efficaci.





